Fraternità della Strada per migliorarci come uomini PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 17:57

Il trimestrale dell'Associazione Erika ha riportato una bella intervista al nostro presidente Stefano Zanuso.

La rivista ospita articoli di grandissima umanità, su realtà dove sussistono povertà, malattie e fame; vengono promossi progetti volti a ottenere l'alfabetizzazione di tutti i bambini, oltre che a propugnare importanti iniziative di sostegno economico in favore delle popolazioni più povere della terra o colpite da gravi calamità naturali e sprovviste del pur minimo sostentamento.

 

 

Di fronte a tali tragedie, l'attività svolta da Fraternità della Strada potrebbe sembrare poca cosa, considerando che le problematiche attinenti alla circolazione stradale vengono affrontate prevalentemente da società economicamente sviluppate e, comunque, con condizioni di vita decisamente migliori rispetto a quelle prospettate dall'Associazione Erika.

L'attività della nostra Associazione, rivolta agli utenti della strada, potrebbe apparire cioè in una dimensione di minore rilievo sia umano che etico.

E', quindi, sorta naturale nei volontari di Fraternità della Strada una riflessione più approfondita sul ruolo della nostra Associazione nel più ampio contesto delle problematiche di portata umana e mondiale. Ovvero in quale modo la nostra attività non susciti una sorta di riprovazione se raffrontata con realtà dove gli autoveicoli si contano sulle dita di una mano.

La rispota emerge riportandoci ai principi ideali dell'Associazione e non limitando l'attenzione alle sole iniziative intraprese da Fraternità della Strada in oltre quarant'anni di attività.

A noi volontari appare subito con assoluta chiarezza la dimensione, ancora oggi innovativa e fondamentale, degli ideali di Fraternità della Strada, che affondano le proprie radici negli anni della sua nascita da Mondo X nel 1960 e che nel corso del tempo si sono ulteriormente rinsaldati.

Infatti, come non si stanca mai di ribadire il nostro presidente, l'opera dell'Associazione trova principio e causa in ciascuno di noi, nell'impegno a educarsi al rispetto nei confronti di tutti e, da qui, a non pretendere un comportamento corretto solo ed esclusivamente dagli "altri", ma attuarlo sempre e soprattutto in prima persona.

Ciascuno di noi deve, a prescindere dal contesto in cui si trova, improntarsi al rispetto delle regole di civile convivenza e di reciproca solidarietà; non deve limitarsi a confidare acriticamente sugli obblighi comportamentali imposti dalle istituzioni, le quali, di fronte a una perdurante e solitamente impunita violazione delle norme, si limitano a inasprirle anzichè ricercare la possibilità di una prevenzione, attuabile con l'insegnamento e l'applicazione del rispetto di tutti verso tutti.

In questa ottica, i principi informatori della nostra Associazione, che dovrebbero aaccomunare tutte le iniziative di volontariato, valgono come punto di partenza per qualsiasi impresa che abbia come obbiettivo "l'uomo", sia che esso viva nella società del cosiddetto benessere, sia che lotti solo per sopravvivere.

Impegnandoci ad evolverci in tale contesto, diventiamo più attenti verso i tanti problemi che affliggono non solo la nostra esistenza, ma tutta l'umanità; da quelli familiari a quelli del lavoro, da quelli sociali a quelli globali come la fame nel mondo, i conflitti, le malattie.