La Giornata
| Per che diavolo dovrei aderire a Fraternità della Strada? |
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| Venerdì 21 Ottobre 2011 21:48 | ||||
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La strada, anzichè essere considerata come la nostra casa comune, è diventata il luogo dove riversare le nostre frustrazioni e i nostri bisogni di compensazione. A livello razionale ci immettiamo sulle strade con indifferenza, ma nel nostro subconscio viviamo gli altri utenti come degli attentatori della nostra incolumità e di quella dei costosi veicoli che cavalchiamo. Ma non pensiamo che anche noi, agli occhi degli altri, facciamo parte di questo ingranaggio. Sulle strade si è così formata una comune mentalità negativa, dove tutti (chi più chi meno, ma tutti) alimentiamo lo “stress da traffico” e cioè quella tensione che, raggiunta un’inavvertibile soglia, riduce fisiologicamente le capacità valutative, i riflessi, i tempi di reazione e lo stesso autocontrollo, inducendoci a commettere errori e ad esporci quindi agli incidenti.
A riprova, pensiamo come basti un nonnulla nella circolazione per scatenare reazioni scomposte, ritorsioni, gesti e insulti che non fanno altro che consolidare la conflittualità stradale. Siamo tutti al corrente del numero assurdo di incidenti e di vittime che ne conseguono, ma continuiamo a rifugiarci in luoghi comuni: “Ci sono troppi incoscienti”, “Occorrono più controlli”, “Ci vuole l’educazione stradale nelle scuole”, “Servono sanzioni più severe”: oltre che trasferire su altri ogni responsabilità, pensiamo sostanzialmente alle misure repressive, che sono certamente necessarie “per chi delinque”, ma che, anche a detta di eminenti psicologi, non sortiranno mai un cambiamento e una coscienza interiore, l’unico vero antidoto, perchè frutto di una serie riflessione e di un autoconvincimento. A questo transfert di responsabilità contribuiscono efficacemente i media, con titoli come “Strada assassina”, “Nebbia killer”, “La curva della morte” e altre amenità. Sulle strade, soprattutto, sentendoci circondati da gente che fa i propri comodi, che compie trasgressioni, che ignora gli altrui diritti e non vedendo alternative, finiamo senza accorgercene con l’adeguarci a questa comune mentalità. Ma un’alternativa esiste: è stata creata fin dal 1965 dai giovani di Mondo X (che, sotto la guida del fondatore, P.Eligio, hanno anche istituito il primo Telefono Amico e le prime comunità per tossicodipendenti al mondo) ed è stata intitolata Fraternità della Strada, un’associazione che accoglie quanti comprendono la necessità di fare personalmente qualcosa, facendo proprio il proposito di applicare semplicemente in prima persona quell’educazione e quella correttezza che normalmente (e invano!!) ci si attende “dagli altri”. La necessaria continuità di questo gratificante impegno viene garantita pubblicamente con l’esposizione sul proprio veicolo del simbolo associativo che, oltre a ricordare il proprio impegno nei momenti in cui ci si vorrebbe concedere qualche sempre pericolosa eccezione, serve anche a comunicare agli altri utenti l’esistenza di questa possibile alternativa. Per questo è importante che anche chi si ritenesse già abbastanza corretto rafforzi a maggior ragione questo diverso modo di convivere sulle strade: dichiarare di non vedere la necessità di associarsi sarebbe solo una scappatoia per continuare a sentirsi liberi di comportarsi secondo convenienza. Puoi lasciare dunque le cose come stanno, oppure rafforzare ANCHE TU questo sodalizio di AMICI RESPONSABILI SULLE STRADE.
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