La Giornata
| La Delegazione di Treviso in Kosovo |
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| Mercoledì 17 Novembre 2010 00:00 |
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A Pristina, che recentemente è diventata sede arcivescovile, è stata inaugurata il 5 novembre la nuova cattedrale, voluta tra l’altro per celebrare il centenario di “Nënë Tereza”, Madre Teresa di Calcutta, simbolo voluto per dimostrare la perfetta integrazione e coesistenza tra la cultura cattolica e quella musulmana. Qui il territorio è disseminato di moschee e minareti, che i nostri volontari hanno avuto il piacere di visitare proprio in pieno ramadan.
Durante il viaggio, i volontari sono stati anche ospiti dell’UNMIK, la missione amministrativa inviata in Kosovo dopo il conflitto, che sta ritirando le proprie forze lasciando il compito alla EU LEX, amministrazione civile europea. Il Kosovo è uno Stato piccolo, con un proprio corpo di polizia e un’amministrazione che rilascia documenti d’identità, targhe per i veicoli e passaporti. Presenta ancora molte contraddizioni, specialmente tra ricchi e poveri. E’ attualmente un paese “cantiere”, con autostrade in costruzione e un territorio disseminato di graziose case al grezzo. La popolazione è prevalentemente giovane, riservata ma ospitale che, alla vista delle auto italiane, si apre con un “ciao” e un sorriso aperto. Oltre alla visita di numerose cittadine, questa iniziativa è servita a presentare la ONG, che è disponibile a progetti, viaggi e idee da parte di chi le volesse proporre. Un’ultima curiosità: nel corso del viaggio si è potuto appurare che “Fraternità della Strada” in albanese viene tradotta “Vëllazërimi i rrugës” e in serbo “Bratstva puta”. Meno male che si tratta di un idioma a cui non ricorreremo mai, specie per il secondo che non suona proprio bene… |



In occasione dell’evento “Le associazioni di volontariato e di Protezione Civile dell’Italia e del Kosovo si incontrano e progettano”, la nostra Delegazione trevigiana, assieme ai volontari di Protezione Civile, Rangers e Donatori di sangue e organi, ha presenziato dedicando l’ultima settimana di agosto a una serie di visite e di straordinarie esperienze, alla scoperta di questo nuovo Stato, anche se non ancora riconosciuto dalla Serbia. Il Kosovo è tuttora un paese provato dal recente conflitto e, malgrado la situazione apparentemente tranquilla, la sua visita richiede ancora delle precauzioni: è frequente, ad esempio, imbattersi in tratti di territorio in cui campeggiano ancora lugubri cartelli: “Attenzione mine”.