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Il dibattito
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Fraternità Della Strada, con la consulenza della Psichiatra Psicoanalista,
desidera attivare un dibattito relativo ai sempre troppo numerosi incidenti stradali,
che sono causa di tanti danni fisici e morali.
A tale scopo propone situazioni paradigmatiche che possono suscitare interrogativi.
Possiamo citare come esempio, il fenomeno "pirati della strada", che può riguardare persone
non in grado di gestire la responsabilità di aver causato danni spesso anche molto gravi.
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3 quesiti da un nostro associato
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Un nostro associato, che preferisce mantenersi anonimo, ci ha posto tre quesiti che, essendo di interesse
generale, riteniamo utile e opportuno pubblicare.
A rispondere ci ha pensato la nostra pischiatra e psicanalista.
Prima domanda: "Ho letto un articolo che, rifacendosi a una ricerca, dichiara che tre giovani
su quattro conoscono qualcuno morto in un incidente stradale e che due su quattro conoscono qualcuno
che ha riportato forme invalidanti a seguito di un incidente. Ora, poichè la maggior parte degli
incidenti vede coinvolti proprio i giovani, mi domando e vi domando: come spiegate la mancanza di
una reazione personale, malgrado questa diretta conoscenza di persone morte o invalidate?"
Risposta della psichiatra: "La conoscenza della morte è un evento che può essere recepito a livello
razionale, ma negato e rifiutato a livello emotivo-affettivo. Nei giovani, in particolare, il diniego dei
limiti umani e anche della morte è molto marcato, nonostante le drammatiche evidenze".
Seconda domanda: "E le forme repressive (multe, punti persi sulla patente,ecc), secondo voi
servono e perchè sì o perchè no?"
Risposta: "Le misure repressivo-punitive, nei giovani in particolare, suscitano
reazioni paradossali di sfida onnipotente nei confronti dell'autorità."
Aggiungiamo che molti esperti hanno condiviso il nostro pensiero: "Le misure repressive sono certamente
necessarie per contenere l'espandersi dell'anarchia stradale e comportamentale, ma non susciteranno mai
la maturazione di una migliore coscienza interiore.
Terza domanda: "Il Ministro Lunardi ha annunciato che ricorrerà a una campagna pubblicitaria
basata su immagini cruente. Secondo voi serviranno, soprattutto per i giovani?"
Risposta: "Le immagini scioccanti proposte dal Ministro Lunardi rischiano di suscitare nei
giovani un netto rigetto, in quanto evocatrici di emozioni e sentimenti che molti di loro non sanno
contenere e gestire. Ai giovani bisognerebbe parlare, utilizzando un linguaggio che sia per loro
fruibile, che susciti interrogativi e nuovi percorsi mentali attivi, in modo da permettere loro di
recepire la reale portata degli avvenimenti".
Riguardo quest'ultimo aspetto, aggiungiamo che abbiamo inviato al Ministro Lunardi la copia di un nostro
studio specifico, condotto qualche anno fa ma attualissimo, in cui esperti psicologi e pubblicitari
bocciavano impietosamente i tentativi di campagne con immagini cruente.
Evidentemente, quando si vuole fare qualcosa nelle alte sfere, non c'è santo che tenga.
Per partecipare attivamente a questo dibattito o per proporre nuovi spunti di riflessione scrivi a :
info@fraternitadellastrada.org
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