La Giornata
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| Il passeggero in moto |
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| Scritto da Giovanna Guiso |
| Martedì 25 Maggio 2010 20:30 |
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La sicurezza di chi viaggia in moto dipende dalle condizioni del manto stradale, dalle condizioni del veicolo (pneumatici, freni, sospensioni, ecc.), dal comportamento del pilota e dal quello del passeggero. Il passeggero non deve ostacolare i movimenti del pilota: non deve girarsi o alzare repentinamente la testa, o muoversi sulla sella soprattutto in curva. Il movimento del suo corpo deve accompagnare qeullo del pilota, in modo da non compromettere la stabilità di entrambi e quella del veicolo. Deve inoltre fare attenzione alla strada, in modo da essere pronto a improvvise frenate o a repentini cambi di traiettoria. Il suo abbigliamento deve essere simile a quello del pilota: casco integrale, paraschiena e protezione rigide sulle articolazioni, scarpe alte e guanti, perchè anche una semplice scivolata non debba diventare un problema. E' consigliabile l'interfono, in modo che possa dialogare con il pilota senza spostarsi dal proprio asse. Il passeggero in sella alla motocicletta da turismo o enduro stradale deve attaccarsi agli appigli che solitamente sono posizionati sulla parte posteriore della moto, vicino al codino. Sulla moto stradale deve invece stare piegato in avanti, come se coprisse il conducente, ma con le mani appaggiate al serbatoio. Anche se molto scomoda questa posizione permette di essere in simbiosi con il conducente e di non ostacolare le sue manovre, di non influenzare la ciclistica del veicolo soprattutto a velocità sostenute. E' una posizione forzata che stanca molto il passeggero, in particolare modo se la strada presenta buche e avvallamenti, perchè queste producono sollecitazioni notevoli alla colonna vertebrale e, a lungo andare, una riduzione della soglia di attenzione che può compromettere la sicurezza di entrambi. Su questo tipo di moto, la poszione della sella riservata al passeggero non aiuta: solitamente è stretta ed è posta a un livello più alto di quella del conducente e così pure le pedane, decretando quella posizione definita "appollaiata" che dopo qualche decina di chilometri di percorrenza fa già sentire i primi segni di stanchezza. Purtroppo questa posizione non permette al passeggero di aggrapparsi solidamente alla motocicletta e costituisce un peso non indifferente che gravita sul veicolo in caso di frenata. |


