La Giornata
I nostri esperti
| Anche i motociclisti tra le utenze deboli |
|
|
|
| Scritto da Luigi Sala |
| Martedì 25 Maggio 2010 20:31 |
|
In occasione del 67° Salone del Ciclo e Motociclo, abbiamo appreso da uno studio condotto dall Fondazione Ania e dall Confindustria Ancma le cifre più recenti in fatto di incidenti alla cosiddetta "utenza debole", che comprende ovviamente i pedoni e i ciclisti, ma anche ciclomotoristi e motociclisti. Stando alle statistiche (fonte Istat), nel 2007 il 50% circa delle vittime da incidente è stato assorbito da queste categorie. I "pedoni" che hanno perso la vita sono risultati 627 (12,2% del totale), mentre altri 20.525 (6,3%) sono rimasti feriti. La diversa incidenza percentuale tra deceduti e feriti mostra quanto i pedoni siano esposti alle conseguenze più gravi a seguito degli investimenti. All'interno delle 14 aree urbane più grandi del nostro paese, il 24% dei decessi per incidente stradale riguarda appunto i pedoni e, dato ancora più allarmante, un incidente mortale su tre avviene sulle strisce pedonali!
Sempre secondo i dati Istat (elaborazione Asps), nel 2007 hanno poi perso la vita 352 "ciclisti", mentre 14.535 sono risultati feriti in incidenti stradali. L'Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato come quasi il 7% degli arrivi al Pronto Soccorso riguardi questa categoria e come, nell'80% dei casi, il motivo sia riconducibile a urti o investimenti di autovetture.
Infine, per ciò che riguarda i circa 8 milioni di motoveicoli circolanti in Italia, 91.812 sono stati gli incidenti che li hanno coinvolti (21% del totale, ossia uno su cinque), con 1.540 deceduti, che corrispondono al 30% delle vittime complessive e anche in questo caso si può notare l'esposizione dei centuari alle conseguenze più gravi in caso di incidente. Da parte nostra auspichiamo che anche gli utenti di queste categorie valutino la proposta di Fraternità della Strada che implica, oltre a un impegno di costante correttezza, anche l'acquisizione di una maggiore competenza sulle norme e sulle dinamiche dei possibili sinistri, in modo di evitarli. Abbiamo poi avanzato per primi un miglioramento della normativa riguardante i "bimbi in moto" e, senza arrogarci eccessivi meriti, a detta degli esperti si è raggiunto un livello decente, con le precisazioni riguardanti l'età minima dei bimbi che si possono trasportare (non meno di 5 anni) e la loro maggiore tutela: casco, piedi sulle pedivelle. Avevamo suggerito anche l'adozione di speciali seggiolini adattabili a tutti i motoveicoli, che speriamo vengano valutati da chi di dovere. |


